Ex - CAMBIARE LA SOCIETA', CAMBIANDO SE STESSI

24 ottobre 2005

Il lato nascosto




Un racconto breve:

- Capire le cose non è mai stato il mio forte. Lascio sempre che mi sfugga il lato nascosto di ogni cosa, di ogni incontro. Il problema è che poi me ne accorgo; non me ne accorgessi mai, andrebbe anche bene: così, invece, mi viene sempre l’incazzatura. A regola, dopo una, due, tre volte, si dovrebbe cominciare a regolarsi di conseguenza, trovare il lato nascosto subito, o almeno prima che sia troppo tardi. Ma io no, non c’è versi. Guardate che a volte mi ci sforzo proprio, lucidamente. I risultati, però, sono pressoché nulli. Una mia amica dice che dipende da uno shock subìto da piccolo. Allora io ho pensato a lungo, a tutte le ore: in effetti, un giorno, avevo sei anni, un grosso bimbo di due, tre anni più grande di me mi rubò di mano il gelato che mi stavo apprestando a leccare avidamente. Piansi tre giorni e tre notti, quasi un riferimento biblico. Ma non credo che questo supplizio c’entri qualcosa col mio attuale problema. Quando gliel’ho detto, lei è riuscita invece a impiantare un percorso logico degno del miglior Freud, per arrivare a dimostrare che è proprio lì l’origine del mio problema: in realtà, è solo una delle tante appassionate di psicologia che fa pratica sugli amici: un classico. Ho un cane. Ogni tanto lo guardo con fare interrogativo, quasi speri che mi capisca senza dovergli dire una parola. E’ come se intuissi un mistero dietro a quel muso ingenuo, come se i cani avessero capacità intellettuali molto più sviluppate di quello che noi crediamo, ma una comunicazione a noi sconosciuta. D’altronde, quando sei disperato t’aggrappi a tutto. Anche ai maghi. Sì, lo confesso: ho speso cento euro dal Mago dei due Mondi, consigliatomi da un’amica di mia madre. Pareva fosse portentoso. In effetti, di primo acchito sembra proprio che riesca a capire cose di te che non può sapere. Poi, ti rendi conto che le cose che sa di te, le sa perché TUTTI quelli che vanno da lui hanno QUEI problemi. Insomma, ho pure comprato il talismano alieno, l’ho tenuto sotto il cuscino per due settimane come da istruzione, mi sono genuflesso con quel coso in mano precisamente a trentadue gradi nord-nordovest. La mia vita è rimasta identica a prima, meno cento euro. Vado da uno psicanalista, stavolta faccio le cose serie. Quattrocento euro, quattro sedute, sei nuovi sensi di colpa, due allergie alimentari da stress, un nuovo mostro tipo il “babau”: lo psicanalista. La mia amica mi ha spiegato che ho sbagliato, perché lui non seguiva le ultime tendenze di derivazione orientale, ma si rifaceva alle ormai obsolete teorie dicotomiche tra cognizione e sentimenti. Non ho resistito: mi ha fatto lei tre sedute, come si fa quando ti devi fare i capelli e hai un’amica parrucchiera alle prime armi. Cioè gratis. Uffa, sono un po’ stufo. Ho deciso che mi farò un bel viaggio. Non so ancora dove, non so ancora quando, ma ci andrò, senza dubbio, non ascoltando i consigli di nessuno. E’ stato come una vocina dentro la mia testa: a un certo punto era già tutto chiaro. In settimana prossima andrò in agenzia e scruterò attentamente il tabellone dei last-minute: spenderò molto di più che di un mago, uno psicanalista e una cara amica rompiscatole messi insieme; ma saranno sicuramente spesi meglio. Chissà se servirà a qualcosa. Ma non voglio avere aspettative, voglio andare e basta. Voglio godermi il sole, la musica, il mare, la gente, la notte, il riposo. E tutto quello che verrà, verrà. Come ho visto alla fine di un vecchio film trasmesso durante una delle mie notti insonni: “Domani, è un altro giorno” -.

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