Ex - CAMBIARE LA SOCIETA', CAMBIANDO SE STESSI

19 novembre 2005

Un abbraccio



Provo dolore quando si mettono in prima pagina i morti di Nassirija, definendoli eroi, e poi, quando muoiono in mare dei clandestini non ci si preoccupa nemmeno di sapere come si chiamano, non si fanno interviste alle loro famiglie o ai loro compagni di viaggio (per la verità qualcuno l'ha fatto-vedi link, ma la gran maggioranza dei media no).
Per quale motivo razionale io dovrei essere più interessato ai morti italiani piuttosto che a quelli nigeriani, senegalesi o tunisini? Per quale motivo dovrei esser grato ai militari che difendono la patria e non a coloro che si lasciano sfruttare e disumanizzare quotidianamente per il mio benessere di occidentale?
A queste domande di solito non si risponde, definendole subito delle schiocchezze senza senso: ma il senso glielo dà paradossalmente proprio il disagio che esse ci provocano.
Un abbraccio a tutti coloro che soffrono.

1 Comments:

Blogger rainbowsparks said...

Vero.
Siamo tutti un po' egisti, e questo è un dato di fatto.
Quello che mi urta è il clamore che si fa intorno all'"Eroe di Guerra",che eroe non è.
Non vedo niente di eroico nelle guerre.
Forse sì,sarebbe meglio mettere a tacere certe voci, forse nel silenzio si sentirebbero meglio le altre.

P.s.
I complimenti fanno sempre piacere,non stare nemmeno a preoccuparti di sembrare ripetitivo: è bello sapere che non sono l'unica a provare un certo tipo di sensazioni :)

11:36 AM

 

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