Ex - CAMBIARE LA SOCIETA', CAMBIANDO SE STESSI

22 aprile 2006

La distinzione faziosa (Palestina libera)

(scritto tre anni fa)
Una ragazza palestinese (mussulmana o integralista? Chi se ne frega) recita delle parole di fronte ad una telecamera e poco dopo va a farsi saltare le budella in un ristorante pieno zeppo di gente israeliana: odio profondo, religione fondamentalista, metodo inconcepibile. I nostri occhi occidentali strabordano dalle orbite ed il nostro stomaco sussulta violento. Chi c’è dietro a questo gesto? Arafat? Forse.
Un soldato israeliano (ebreo o sionista? Chi se ne frega) da lontano punta il fucile dritto alla nuca di una bambina palestinese e spara repentino, facendo sbucare dal collo schizzi di sangue fresco: odio profondo, religione fondamentalista, metodo inconcepibile. I nostri occhi occidentali strabordano dalle orbite ed il nostro stomaco sussulta violento. Chi c’è dietro a questo gesto? Sharon? Forse.
Due popoli, due stati. Due politiche sbagliate. Sui piatti della bilancia, allora, restano le vittime (non solo quelle morte): e pesa troppo da una parte. Tutte le miserie, le paure, le umiliazioni insieme sono rintracciabili dentro ad ogni vittima palestinese ed israeliana: ma è la quantità che è palesemente sbilanciata.
Non possono avere lo stesso peso attentati terroristici da una parte e lo stato di assedio militare dall’altra. O è una distinzione faziosa?

7 Comments:

Blogger Francesco said...

E' solo e semplicemente una lunga storia triste, una lunga storia rossa di sangue versato e nera come un dubbio che difficilmente potrà risolversi...

10:08 AM

 
Blogger Noek said...

sì una ferita aperta che viene lasciata lì o stuzzicata e che continua ad infettarsi.... non si rimargina e trascina nel baratro la popolazione...

2:03 PM

 
Blogger derbeer said...

E' come se a certe persone venisse fatto il lavaggio del cervello; non si rendono conto di quello che fanno.

3:07 PM

 
Anonymous ombra said...

non lo è per niente. i miei occhi occidentali restano a fissare il vuoto per lo sgomento della violenza, che sia strutturale o diretta poco importa. i miei occhi occidentali fissano il vuoto della singola morte. ma al mio cuore pensante fa più orrore pensare che il valore relativo della vita di qualcuno possa sfondare lo zero. che la disperazione arrivi a ingoiarlo per intero il valore della vita. e il terrore nei miei occhi occidentali prende piede se penso all'esasperazione del farsi saltare in aria. lavaggi del cervelllo o meno poco importa. l'istinto di sopravvivenza se ne va a puttane se la vita non è vita più da anni. un soldato che si nasconde dietro a un lanciarazzi non è poi così lontano da quel che rappresenta. un soldato che mastica il grilletto non ha bisogno che io cerchi l'empatia nei miei pensieri. un soldato avrebbe delle alternative e uno stato violento è fallito due volte (o tre o nove). mille popoli, un centinaio di stati. violenti.

5:13 PM

 
Blogger Fabio Artigiani said...

Vi invito a cliccare sul titolo e leggere i post del blog a cui vi indirizzerà. Leggete anche i commenti: io ne ho lasciati un po', specie quattro/cinque post fa.
Buona lettura...

9:57 AM

 
Blogger Undine said...

E' una distinzione faziosa? Forse, ma anch'io mi sento di farla. La morte si nutre della morte e mi domando se riusciremo a vedere la fine di tutto questo...

5:44 PM

 
Blogger bragiu said...

Fino a quando non riusciremo a staccarci dai ruoli imposti da chi li vuole (comunisti, fascisti, ebrei, musulmani,ecc) e non riusciamo a vedere tutto con occhi diversi.. non cambierà niente...
A me non me ne frega niente del credo politico, religioso, colore della pelle di una persona.. se è stupida.. è stupida! Se è intelligente, è intelligente.. di qualsiasi razza,sesso,ecc.ecc.
Vogliamo toglierci le classificazioni di dosso?
Solo allora potremo ragionare ed impedire queste orribili mutilazioni dell'animo umano...

1:30 PM

 

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